Cosa senti di non dare musicalmente alla tua band ?

La miopia. No scherzo. Musicalmente non riuscirei a trasmettere la mia bravura da ballerino, ma in compenso quando suoniamo è lì che mi scateno. Lo scopo è sempre quello di far ballare e divertire tutti. I più spacconi potrebbero smontarmi in un attimo: se siete bravi, fate vibrare anche una lattina di Coca Cola. Basta creare affinità nella band, creare quella combinazione perfetta tra voci e movimenti. La miscela perfetta per fare divertire la gente, non abbiamo bisogno d’altro che di questo.

Vagando musicalmente chi vorresti incontrare e chi non vorresti mai incrociare ?

Tutti noi sogniamo di incontrare gente pronta a divertirsi con noi. Musica, feste, balli e poca noia. Muovere i sorrisi e soprattutto le gambe. Be’, poi una serata che va bene da una serata che va male si distingue dal fatto che ti battono le mani in modo più convinto.. Ma noi non cerchiamo solo applausi. Cerchiamo anche quel tipo di attenzione,  quel silenzio mentre stai suonando che non deriva dalla noia, ma dalla curiosità, dall’emozione. E queste sono sensazioni che non si incontrano facilmente. Un tempo saremmo stati considerati provinciali, oggi invece siamo innovativi, glocal (valorizziamo l’identità, la tradizione e la realtà locale), o forse va meglio festaioli?

Sinceramente qual è la vera “voce” che senti di essere in questa band, oltre lo strumento che qui suoni?

Sento di dare l’altro me stesso, quello timido e riservato lo lascio a casa, sotto le coperte. E, da sassofonista maledetto, mi riesce difficile immaginarmi solamente mentre soffio in quel serpentone di ottone.Quando scendiamo per strada la musica diventa movimento! La mia voce? Lo strumento che suono conta fino ad un certo punto. Charlie Parker esplodeva note straordinarie perfino sul Grafton che fu costretto a suonare. Questo per dire che gli strumenti sono rilevanti fino ad un certo punto. È il gruppo che fa la differenza, sono le personalità  quelle che contano. La mia voce è la stessa della mia band!